Ecomuseo del granito di Montorfano

Mergozzo è terra di pietra con il suo paesaggio che coniuga la trasparenza delle acque lacustri all’imponente presenza del Montorfano, cui è dedicato l’Ecomuseo del Granito, ed è terra millenaria, con le tracce archeologiche risalenti all’età della pietra e conservate nel Civico Museo Archeologico.

Visitare il territorio ed il Museo di Mergozzo con l’Ecomuseo di Montorfano, che con esso forma un tutt’uno, significa dunque compiere un viaggio attraverso i secoli che permette di coniugare la scoperta delle più antiche civiltà con la conoscenza della storia, delle tradizioni, del lavoro dell’uomo e scoprire come questo abbia modellato il paesaggio e ne sia stato al contempo condizionato.

L’Ecomuseo del Granito coinvolge l’intero territorio mergozzese e dei dintorni, comprendendo le aree estrattive del marmo rosa di Candoglia, del granito bianco di Montorfano, verde di Mergozzo e rosa di Baveno. Per la valorizzazione congiunta del tema del granito è attiva da gennaio 2017 una convenzione di cui sono partner con il Comune di Mergozzo, il Comune di Baveno con il Museo Granum e il Gruppo Archeologico di Mergozzo, che agiscono in rete in seno all'Ecomuseo per raccontare la millenaria storia estrattiva nell'are dei "Graniti dei Laghi", affiornamenti di roccia magmatica del Permiano (275-283 milioni di anni), sana e compatta, adatta alla coltivazione lapidea.

Il Montorfano e l'area del Monte Camoscio e del Mottarone rappresentano uno straordinario laboratorio a cielo aperto per osservare il mestiere dei cavatori di oggi e le tracce delle lavorazioni antiche nelle cave dismesse. L'uso della pietra si manifesta mirabilmente nella trama delle fortificazioni della "Linea Cadorna", il Monitorano in particolare cela inoltre, tra i boschi raggiungibili anche con sentieri e mulattiere di grande bellezza paesaggistica, un borgo dove il tempo sembra essersi fermato: San Giovanni. Qui si trova l’omonima chiesetta, gioiello del romanico locale, con le vicine tracce archeologiche di fondazioni paleocristiane, e poi, per le vie del piccolo paese, testimonianze di vita e lavoro di un tempo nella tipologie edilizie tradizionali, nei terrazzamenti a coltivo e nella minuta rete di collegamenti.

 

In evidenza

Convegno per i 50 anni del GAM

Sabato 19 ottobre 2019

Strumenti e armi nella preistoria e protostoria dell’arco alpino occidentale


Il Civico Museo Archeologico di Mergozzo e il Gruppo Archeologico, che ne anima l’attività, organizzano per il 19 ottobre 2019 un convegno in occasione del cinquantennale di costituzione del Gruppo e dell’avvio della raccolta dei reperti che costituirono la base dell’allestimento museale (1969), oltre che come omaggio e ricordo del primo fondatore e animatore del Gruppo, Alberto De Giuli, scomparso nel 2017.

Il Convegno, che si avvale della collaborazione scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli, nelle persone delle funzionarie archeologhe Francesca Garanzini, Elisa Lanza e Lucia Mordeglia, è dedicato al tema: “Strumenti e armi nella preistoria e protostoria dell’arco alpino occidentale

Questa tematica si presta a valorizzare in primo luogo il consistente patrimonio di industria litica conservato in Museo, che fu tra i primi nuclei di reperti raccolti sul territorio mergozzese dal Gruppo; a questi si sono aggiunti negli anni ulteriori elementi, affidati in custodia dal Ministero in seguito a recenti scavi eseguiti sul territorio provinciale del VCO.

A tale proposito, sono invitati a proporre uno proprio contributo gli studiosi autori di studi specifici inquadrabili nell’argomento. Gli interventi potranno vertere sull’esame di armi e strumento da singoli siti archeologici o affrontare studi tipologici e tematici di più ampio respiro nell’ambito indicato.

Ulteriori informazioni possono essere richieste  a museomergozzo@tiscali.ittel. +39 0323 840809 (segreteria del Convegno)


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