Il granito bianco di Montorfano

Il nome del granito deriva dal latino granum, cioè fatto a grani.
Il granito è una ROCCIA PRIMARIA IGNEA INTRUSIVA, si è cioè formata per il raffreddamento e la cristallizzazione di magma fuso all’interno della camera magmatica sotto terra, anche a 200 km di profondità. Raffreddando molto in fretta acquisisce quell’aspetto a macchie dato dai cristalli che contiene. Questi sono cristalli di quarzo, feldspati e miche.

Nel Verbano Cusio Ossola sono presenti tre diversi tipi di granito:

 

 

 

 

-      granito bianco di MONTORFANO

-      granito rosa di BAVENO

-      granito verde di MERGOZZO

Il granito bianco è una roccia formatasi circa 280 milioni di anni fa ed è di colore bianco per la presenza di quarzo e feldspato. I puntini neri, invece, sono una varietà di mica. Localmente il granito è anche detto “miarolo”, termine dialettale che deriva da “miglio”, in quanto i grani che caratterizzano questa pietra ricordano i piccoli chicchi del cereale.

 

Gli utilizzi del granito bianco

Anche al più distratto osservatore non possono sfuggire le profonde ferite che lacerano il Montorfano in ogni sua parte: è infatti da secoli che qui viene estratto e lavorato il granito bianco. La produzione consiste oggi in blocchi grezzi, di grandi dimensioni, con un peso medio di duecento quintali, adatti alle più svariate destinazioni d’uso.
Lo storico milanese Paolo Morigia, nella sua secentesca “Historia della Nobiltà, et degne qualità del lago Maggiore”, descriveva con questi termini il Montorfano: “…si trova un monte dimandato il mont’Orfano, il qual da una parte è circondato dal lago di Mergozzo, e da mezo giorno dal fiume Tosa. Sopra il detto Monte v’è una predera grandissima di sasso detto Meiarolo”.
Una serie di documenti storici e la presenza di alcuni edifici di culto nella zona costruiti in epoca medioevale piuttosto con rocce metamorfiche derivanti da massi erratici abbandonati dai ghiacciai (“trovanti”) che con il granito bianco, fanno ritenere risalente al XVI secolo l’estrazione e la lavorazione del granito per uso commerciale.
Il granito è una roccia con struttura granulare e di conseguenza di difficile lavorazione; inoltre è lucido, non gelivo e molto resistente alla compressione, all’abrasione ed al carico di rottura. Queste caratteristiche lo rendono perfetto per usi esterni come cordoli e pavimentazioni stradali, per l’arredo urbano ma anche nella costruzione di edifici.
Può essere utile partire dall’osservazione della più grande cava attualmente esistente sul Montorfano (cava Donna), che può essere effettuata direttamente dal piazzale antistante la stazione ferroviaria di Verbania. Si può notare una tipica struttura a gradoni derivante dal moderno metodo di coltivazione del giacimento. L’edificio stesso della Stazione FS presenta un largo esempio di impiego del granito bianco, sia con lavorazione grezza (basamento) sia con lavorazione più ricercata (davanzali ed architravi) che mettono in luce l’abilità degli scalpellini locali (“picasass”).
Lungo la strada asfaltata che conduce a Montorfano, a 500 metri dalla Stazione FS, è possibile vedere sulla destra un deposito di blocchi di granito bianco (che permettono di valutare meglio le dimensioni reali della cava) e grosse macine, uno degli utilizzi del granito fin dai secoli scorsi proprio grazie alla sua durezza; sulla sinistra si erge una colonna non completamente lavorata: si tratta di un manufatto scartato che avrebbe dovuto far parte della prima fornitura di 82 colonne monolitiche di granito bianco per la Basilica di San Paolo Fuori le Mura a Roma.

In sintesi i principali impieghi del granito bianco sono:

Edilizia civile e industriale: pavimenti e rivestimenti per interni ed esterni - pedate - alzate - zoccolini - soglie - davanzali - contorni per finestre - portali - cornici - copertine - balconi - mensole - colonne.

Arredo urbano: cordoli - pavimentazioni stradali - panchine - fontane - fioriere.

Arredamento: caminetti - tavoli - piani per cucine e bagni.

Arte funeraria: monumenti - cappelle.

Strumenti di lavoro: macine per mulini e frantoi.

 

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28 settembre compleanno con... Vini, profumi e lumi


Giornate Europee del Patrimonio 2013

Sabato 28 settembre 2013


Il Civico Museo Archeologico di Mergozzo compie 9 anni e, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie e con il supporto del Gruppo Archeologico Mergozzo, propone

 la mostra

“VINI, PROFUMI E LUMI”

Una donazione di reperti dalla necropoli “della Cappella” di Mergozzo


Come ormai consuetudine, in concomitanza con la rassegna dedicata ai prodotti tipici Gustus, che anima le vie di Mergozzo, e con le Giornate Europee del Patrimonio, il Museo festeggia il suo 9° anno di attività e quest’anno lo fa in modo un po’ speciale. Alle ore 17.00 infatti verrà inaugurata una piccola mostra a tema, che si inserisce nell’allestimento permanente, proponendo nuovi materiali.

Nella primavera 2013 infatti, grazie a una donazione privata sono entrati nel patrimonio del Civico Museo alcuni oggetti di età romana provenienti dai corredi di sepolture rinvenute alla fine dell’Ottocento a Mergozzo, nella necropoli “della Cappella”. Per una fortunata coincidenza, la restituzione di questi manufatti alla pubblica fruizione ha coinciso con la ripresa degli scavi archeologici nella necropoli, costituendo l’occasione per riflettere nuovamente sui riti funerari praticati a Mergozzo, e più in generale nell’area del Verbano, in età romana.

L’esposizione, che permette al pubblico di apprezzare un piccolo nucleo di balsamari in vetro, olpi in ceramica ed una lucerna di nuova acquisizione, è affiancata da pannelli didattici che presentano, nel quadro delle usanze rituali funerarie d’età romana, alcuni approfondimenti sul significato simbolico dei materiali ritrovati e del loro contenuto, andato perduto: ovvero, come recita il titolo, vini, profumi e lumi.

La mostra, che nasce dal lavoro comune del Museo e della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie, con il supporto del Gruppo Archeologico di Mergozzo, sarà visitabile, a partire dal 28 settembre fino al 31 maggio 2014, durante gli orari di apertura del Museo e costituirà un elemento di arricchimento delle tematiche museali a disposizione anche delle numerose scuole in visita.


Ideazione e direzione scientifica: Francesca Garanzini - Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie

Progettazione e testi: Elena Poletti Ecclesia - Civico Museo Archeologico di Mergozzo

Allestimento: Elena Clerici, Elena Poletti Ecclesia - Civico Museo Archeologico di Mergozzo 

Supporto tecnico e organizzativo: Annarosa Braganti, Alberto De Giuli - Gruppo Archeologico di Mergozzo


Orari di apertura del Museo: settembre-ottobre e febbraio-maggio, tutti i sabato e domenica, dalle 15.00 alle 18.00

In altri giorni e orari, apertura su prenotazione per scolaresche e gruppi tel. 0323 840809 - museomergozzo@tiscali.it

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Natale 2013 con ... l'inverno

SABATO 14 DICEMBRE 2013

Al Museo di Mergozzo auguri di Natale con “L’inverno nell’arte e nella poesia”

Il Civico Museo Archeologico di Mergozzo organizza per visitatori ed amici vecchi e nuovi l’ormai consueto pomeriggio d’incontro per lo scambio degli auguri di Natale il giorno SABATO 14 DICEMBRE 2013 alle ore 17.00. L’occasione intende unire spunti culturali ad un momento di amichevole convivialità, che quest’anno avrà come tema conduttore l’inverno, visto attraverso immagini artistiche e letture poetiche, dall’antichità fino alle epoche più recenti.

Il mondo antico sarà rappresentato da odi immortali, quale la celeberrima “Vides ut alta” di Orazio o i frammenti di Alceo che descrivono i fiumi gelati, mentre le rappresentazioni artistiche riguarderanno particolarmente, per l’antichità, il tema delle stagioni e dei mesi personificati nelle opere a mosaico o ad affresco. Per tutto il Medioevo l’inverno continuerà ad essere raffigurato tramite gli uomini e le opere agricole stagionali ed anche in letteratura non sarà degnato di grande considerazione. Per trovare l’inverno come stagione “protagonista” occorrerà attendere la poesia romantica e la pittura di paesaggio dell’Ottocento, quando luci e colori del periodo più freddo dell’anno affascineranno numerosi artisti.

Tra gli altri, che verranno passati in rassegna, sono da ricordare anche alcune figure di spicco dei nostri territori, quali il miazzinese Achille Tominetti, di cui l’opera “Neve e sole a Miazzina” è stata scelta come immagine per la locandina promozionale dell’incontro.

La chiacchierata letteraria ed artistica sarà conclusa da un momento di brindisi natalizio, offerto del Gruppo Archeologico di Mergozzo e coronato da qualche anticipazione sulle attività museali ed ecomuseali del 2014.


Sabato 21 ore 16.00 presso la chiesa di San Giovanni in Montorfano viene presentato il libro di Alberto De Giuli, edito dal GAM “La storia del Monte Orfano e del Borgo di San Giovanni”, a cura di Luigi Codemo.


INFO: tel./fax 0323 670731 museomergozzo@tiscali.it

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Sabato 21 dicembre a Montorfano

Gran giornata sabato 21 dicembre a Montorfano:

dalle 14.30 animazione con Somariamente per sostenere l'attività dell'Associazione e liberare la creatività

dalle 16.00 nella chiesetta di San Giovanni presentazione del libro di Alberto De Giuli "La Storia del Monte Orfano e del Borgo di San  Giovanni"

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