Il granito oggi

La lavorazione del granito bianco oggi

Attualmente sul Montorfano è attiva un'unica cava di granito bianco, gestita da Co-ver Natural Stone, ma il mestiere del "picasass" è ben diffuso con numerosi laboratori di taglio e lavorazione della pietra sul territorio mergozzese.

Cavatori, scalpellini e scultori della pietra a Mergozzo

Co-ver Natural Stone
Località Portaiolo - Regione Montorfano | 28802 Mergozzo (VB) | Italy

DanArt
Via Poletti, 21 | 28802 Mergozzo (VB) | Italy

Graniti Varalli s.n.c.
Via Gravellona, 6 | 28802 Mergozzo (VB) | Italy

Martinelli Lidio s.n.c.
Via Romana, 1 | 28802 Mergozzo (VB) | Italy

Mergozzo Graniti s.r.l.
Via Gravellona | 28802 Mergozzo (VB) | Italy

Ossola Graniti
Loc. Bettola-Strada Prov | 28802 Mergozzo (VB) | Italy

Pavistra s.n.c.
Via Tari, 9 | 28802 Mergozzo (VB) | Italy

Piralla Graniti s.n.c.
Via L. da Vinci, 24 | 28802 Mergozzo (VB) | Italy

Rossini Nicolao
Via Cominazzini, 40 | 28802 Candoglia di Mergozzo (VB) | Italy

Scur Diego
Via Gravellona, 25 | 28802 Mergozzo (VB) | Italy

Tonet Mario
Via Pallanza,1 | 28802 Mergozzo (VB) | Italy

Vignadocchio Graniti
frazione Pratomichelaccio | 28802 Mergozzo (VB) | Italy

Ricordiamo inoltre due artisti che, in forme assai differenti, hanno scelto il granito del Montorfano per le loro opere.


Eva Sorensen: Il granito verde come forma d'arte
L’artista danese Eva Sorensen (Herning 1940), cittadina onoraria di Mergozzo e residente in Italia dagli anni Sessanta. Nel 1977 ha scoperto il granito verde di Mergozzo ed ha iniziato a realizzare le sue sculture con questo materiale con una prima esposizione a Milano, Parco del Sempione, già nell’estate del 1978. Da diversi anni la sua opera scultorea è realizzata quasi esclusivamente con il granito verde e sue sculture si possono ammirare in numerosi spazi pubblici in Italia e Danimarca. Il Comune di Mergozzo ha ricevuto in dono disegni preparatori e lavori di incisione su lastre di differenti pietre ossolane.

Giuseppe Lusetti: granito da record
Il granito bianco di Mergozzo nel 2011 è entrato anche nel Guinness World Record grazie all’artista Giuseppe Lusetti, che nel 1997 ha ricavato da un unico blocco di pietra una catena composta da 239 anelli senza giunture, lunga quasi 30 m e pesante 400 kg. L’opera ha richiesto circa 8 mesi di lavoro ed è oggi esposta presso l’atelier dell’artista nella centrale via Roma a Mergozzo.

 

 

 

Cenni sulle tecniche estrattive e di taglio attuali

Oggi per l’escavazione della pietra si usano tecniche molto sofisticate che permettono di ottenere blocchi piuttosto regolari e squadrati direttamente nel luogo di estrazione.

Negli anni Settanta del Novecento è stato introdotto per la prima volta in una cava di Mergozzo il metodo di taglio detto “taglio continuo”. Si esegue facendo dei fori così vicini tra loro da intersecarsi parzialmente, e infine il blocco viene totalmente staccato dalla montagna con una piccola carica di esplosivo.

A volte viene ancora adottato l’esplosivo per l’estrazione di pietre ornamentali, ma secondo una tecnica molto raffinata, decisamente diversa dai più antichi metodi con la polvere nera. Infatti si eseguono fori paralleli dal diametro di circa 3 centimetri distanziati tra loro 30 o 40 centimetri. In essi vengono introdotti pochi grammi di polvere da sparo per foro, circa 15 grammi, e una volta fatti brillare si ottiene un blocco unico ed integro e non una rottura della pietra in molti frammenti.

Una tecnica che è sempre più utilizzata nelle cave di marmo, granito e gneiss è il taglio mediante un cavo d’acciaio ricoperto di perline diamantate, le quali lo rendono molto tagliente. Questo metodo produce pochissimi pezzi di scarto e aumenta la salvaguardia del giacimento, rispetto all’uso dell’esplosivo.

Mediante l’uso di tagliablocchi, slitte che permettono un taglio preciso della pietra, i grossi blocchi vengono poi ridotti in pezzi più piccoli che vengono caricati su autocarri con il derrick, una macchina molto robusta che permette il sollevamento di grandi pesi.


 

In evidenza

Filare e cucire... al via la stagione 2017

Madonna del cucito Museo Mergozzo

L’inaugurazione della stagione museale del Civico Museo Archeologico di Mergozzo quest’anno avviene con un incontro sul tema dell’iconografia delle arti tessili femminili a cura di Gian Vittorio Moro ed Elena Poletti Ecclesia. L’occasione di affrontare questo curioso tema è offerta dal recente restauro di un dipinto conservato presso la chiesa di S. Elisabetta al Sasso di Mergozzo, che propone l’insolita raffigurazione della Madonna intenta a cucire. Dopo l’introduzione storico-artistica si terrà una presentazione del restauro a cura della restauratrice Simona Munaro e a seguire la visita della chiesa e del dipinto. L’incontro fa da preludio a numerosi altri appuntamenti che si svilupperanno per tutto il 2017 sul tema “L’eterno e l’effimero” con riferimento ai materiali durevoli, quali la pietra, e a quelli deperibili e destinati a scomparire con il passare dei secoli, quali il tessuto e il legno, in un ciclo pensato anche per sottolineare la ricorrenza del decennale dell'Ecomuseo del granito, che ha la propria sede operativa presso il Museo di Mergozzo.

L'evento si svolgerà sabato 4 marzo alle ore 17.00.

Read more