Basilica di San Paolo Fuori le Mura di Roma

san paolo fuori le mura a RomaLUOGO: Roma - Lazio

CENNI STORICI: La basilica di San Paolo fuori le Mura è una delle quattro basiliche papali di Roma. Sorge lungo la via Ostiense, vicino al Tevere. Si erge sul luogo che la tradizione indica come quello della sepoltura dell’apostolo Paolo. La tomba del santo si trova sotto l’altare maggiore detto altare papale.

La prima basilica veretta da Costantino sulla tomba dell’apostolo Paolo, ma fu riedificata, ampliando le dimensioni, da Valentiniano II nel 386 e da Onorio nel 395. Nel corso della sua storia ebbe rifacimenti bizantini, rinascimentali e barocchi che purtroppo sono andati perduti dopo l’incendio del 1823. Oggi, è ancora visibile l’arco trionfale risalente all’epoca di san Leone Magno (V sec.) e raffigurante Cristo tra due angeli cui si accompagnano, sul lato posteriore, i mosaici creati nel XIII secolo da Pietro Cavallini per la facciata della basilica. Il resto dell’edificio è frutto della ricostruzione completa realizzata a partire dal 1828.

GRANITI: Il colonnato principale è costituito da 82 colonne monolitiche di granito bianco, provenienti dal Montorfano; per il quadriportico furono invece utilizzate 54 colonne di granito bianco di Montorfano e 10 di granito rosa di Baveno.

Vari graniti vennero presi in considerazione dalla Commissione delegata alla ricostruzione del tempio: dell’Isola d’Elba, dell’Isola del Giglio, della Corsica e del Montorfano, detto "del Sempione". Furono chiamati degli esperti con il compito di esaminare i graniti, stabilire la capacità delle cave in vista del numero e della mole di massi da estrarre e accertarne la qualità. Venne scelto il granito bianco di Montorfano per la resistenza e per l’estetica.

Alla cava di Montorfano vennero richieste ottanta colonne oltre alle due colonne più grandi per l’arco trionfale, detto di Galla Placidia, e, successivamente, tra il 1890 e il 1907, altre 64 colonne per il quadriportico.

Le colonne sono intagliate in un unico pezzo di granito (monolitiche), sono alte 11 metri e hanno un diametro di 3,50 m, mentre le due maggiori dell’arco trionfale raggiungono i 14 metri di altezza. Il viaggio dal piccolo paesino alla grande basilica ha richiesto molti mesi di navigazione, anche perché se ne poteva trasportare un numero limitato. Il tragitto partiva dal fiume Toce per poi proseguire nel Lago Maggiore, nel Ticino fino al Naviglio Grande verso Milano, dove venivano lavorate. Ripartivano poi attraverso il Naviglio Pavese e il Ticino per arrivare al Po e quindi in mare fino al Tevere. Il viaggio durava anche fino a 3 mesi, a seconda delle condizioni del mare, e venivano percorsi circa 2200 km via acqua.

A testimonianza di questa difficoltosa impresa, oggi due colonne destinate a San Paolo fuori le mura, scartate dai costruttori per alcuni difetti, sono rimaste nella nostra zona: una è stata innalzata sotto la cava, all’inizio della strada per Montorfano, da dove sono partite per Roma tutte le altre; l’altra è stata posta nel vecchio porto di Intra, quasi a rappresentare un faro.

 

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Alla ricerca di tracce preistoriche

Civico Museo Archeologico

VENERDI’ 11 MAGGIO 2018 - ORE 21.00

Alla ricerca di tracce preistoriche “dietro casa”

Indagini geofisiche in un sito preistorico della pianura Padana, la terramara di Poviglio

Venerdì 11 maggio alle ore 21 il Civico Museo Archeologico di Mergozzo propone un incontro culturale di apertura della stagione 2018 con il prof. Mauro Giudici, del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Milano, che interverrà sul tema delle indagini geofisicheda lui condotte in un noto sito dell’età del Bronzo della pianura Padana, la terramara di Poviglio. Si tratta quindi di un sito coevo di alcuni insediamenti preistorici presenti nel territorio del VCO.

La conferenza rappresenta un’interessante occasione per approfondire il tema delle indagini geofisiche e capire come funzionano. La geofisicaè la scienza che studia la Terrae le sue proprietà con metodi fisici. Avvalendosi di particolari strumenti, la geofisica permette una ricognizionedel terreno attraverso la quale si può ricavare la forma, la dimensione e la profondità degli oggetti sepolti. L’uso di questo tipo di indagine in campo archeologico è considerato molto promettente ai fini della ricerca, anche perché si tratta di un “metodo non invasivo”, che consente di determinare alcune proprietà del sottosuolo senza praticarvi scavi.

L’esperienza condotta alla terramara di Poviglio (RE) dall’Università di Milano è considerata emblematica e rappresentativa dell’efficacia delle indagini geofisiche applicate alla conoscenza del passato e della preistoria in particolare.

La conferenza sarà seguita da una visita guidata al percorso museale con particolare attenzione ad alcuni reperti preistorici del Verbano Cusio Ossola di recente o recentissima acquisizione e rappresenterà un primo assaggio della rivisitazione complessiva dell’allestimento museale che è ancora in corso e di prossima conclusione.

Informazioni: Civico Museo Archeologico - tel. 0323 840809 museomergozzo@tiscali.it

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Il granito incontra l'arte a Baveno

“Le cave di Baveno” di Guido Boggiani

Venerdì 1 giugno alle ore 18 presso Museo del Granito GranUM di Baveno viene inaugurata l’esposizione di un prestigioso dipinto proveniente dalle collezioni del Museo del Paesaggio di Verbania.

L’opera resterà esposta dal 01/06/2018 al 30/11/2018e sarà visitabile durante le ore di apertura del Museo, fino al 30/09 tutti i giorni09:00-12:30 e 15:00-18:00, dal 01/10 al 30/11da lunedì a sabato 10:30-12:30e martedì, giovedì e venerdì anche 15:00-18:00.

Il dipinto “Le cave di Baveno” (Olio su tela, cm 80x170) risale al 1881 e si inserisce nel filone pittorico di paesaggio “di macchia”, particolarmente coltivato da Guido Boggiani (Omegna 1861-Paraguay 1902) durante i soggiorni nella sua villa di Stresa, quando si dedicò allo studio di luci e colori dell’ambiente circostante, prediligendo i pendii, i boschi e i torrenti del Mottarone, tra lago d’Orta e Maggiore. Nelle Cave di Baveno dipinge, nei modi di un naturalismo attento ai valori della luce, un piccolo gruppo di signore che passeggiano nei dintorni delle cave e che - secondo una sensibilità romantica che fa prevalere la natura sull’uomo – si distinguono a fatica nella distesa del verde. Il dipinto trova una naturale collocazione nel percorso museale del granito rosa, documentando come il paesaggio di cava, pesantemente modificato dall’uomo con le attività estrattive, fosse oggetto di osservazione e interesse artistico.

Tale interesse artistico delle cave di granito trova ulteriore conferma in altre opere ospitate nella mostra temporanea “Armonie verdi” allestita presso il Museo del Paesaggio. Per apprezzare anche queste opere e godere inoltre di visioni di paesaggio attuali, ricalcando le orme degli artisti del XIX secolo, il Museo GranUM e il Museo del Paesaggio proporranno in collaborazione durante l’estate tre appuntamenti in cui IL GRANITO INCONTRA L’ARTE.

Si tratta di visite guidate a partire dal Museo GranUM con il dipinto “Le Cave di Baveno” con successivo trasferimento in motoscafo a Verbania Pallanza, Museo del Paesaggio e visita guidata all’esposizione “Armonie Verdi. Paesaggi dalla Scapigliatura al Novecento” (la mostra fa parte del progetto Artgate ed è stata organizzata da Fondazione Cariplo e Fondazione Comunitaria del VCO, con la collaborazione del Museo del Paesaggio), che si terranno, con partenza alle 15 dal Museo nei Venerdì 6, 20 luglio e 10 agosto(Visita guidata gratuita - € 7 biglietto motoscafo prenotazione obbligatoria presso Ufficio IAT Baveno)

L’esposizione dell’opera di Boggiani e le iniziative collateriali si inseriscono nella scia delle numerose attività di valorizzazione del tema del granito e della tradizione estrattiva locale promosse dal Museo GranUM nel contesto dell’Ecomuseodel Granitoin partenariato con il Comune di Mergozzo e l’Associazione GAM con il progetto “La pietra racconta”, che anche per il 2018 ha ottenuto il contributo della Fondazione Comunitaria del VCO. La divulgazione sul tema attraverso il percorso museale e le iniziative sul territorio ha inoltre recentemente ricevuto un’importante conferma, con l’inserimento anche di Baveno nel Sesia-Valgrande Geopark UNESCO

Informazioni: Ufficio Cultura, Turismo e Sport Città di Baveno, Piazza della Chiesa, 8 – 28831 Baveno (VB) Tel. 0323 924632 Fax 0323 916975 – www.bavenoturismo.it

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