Il marmo rosa di Candoglia

Il marmo di Candoglia, estratto nelle cave dell'omonima frazione in comune di Mergozzo, è di colore rosa, da chiaro a intenso, con venature grigie. Si presenta in lenti orientate da nord-est a sud-ovest e affiora, oltre che sul versante montuoso in riva sinistra del fiume Toce, anche ad Ornavasso in riva destra. Il marmo è una roccia metamorfica a composizione calcitica, che nel caso di Candoglia presenta una struttura saccaroide a grana media e di buona compattezza.

La fama di questa pietra è legata all’uso esclusivo che ne venne fatto per la costruzione del Duomo di Milano. Tuttora la Fabbrica del Duomo gestisce l’estrazione e la lavorazione del marmo per la realizzazione degli elementi scultorei di sostituzione ed i continui restauri della grandiosa chiesa milanese.

 

Breve storia delle cave di Candoglia

Si conosce l’uso del marmo rosa di Candoglia fin dall’epoca romana per stele ed are, ma dal 24 Ottobre 1387, in base ad un privilegio di Gian Galeazzo Visconti fu riservato esclusivamente alla Fabbrica del Duomo di Milano.


Le varietà del marmo di Candoglia usate per l’edificazione del Duomo di Milano sono essenzialmente tre: quella rosa, la più pregiata per il colore, la compattezza e la resistenza, soprattutto per lavori di scultura ed ornamentali; quella bianca, più diffusa della precedente, pure essa utilizzata per la statuaria ed infine quella grigia, più abbondante, usata nelle strutture portanti. Nel XV-XVI sec. il marmo fu utilizzato in molti altri monumenti quali la chiesa della Certosa di Pavia e la Cappella Colleoni a Bergamo. Nel XX sec. il famoso architetto Piero Portaluppi lo utilizzò, insieme con il marmo di Ornavasso, per il rivestimento di alcuni edifici milanesi sia pubblici che privati.

L’estrazione del marmo dalle cave di Candoglia era economicamente conveniente per il Ducato di Milano grazie al risparmio sui costi di trasporto per via fluviale lungo il lago Maggiore, il Ticino e i Navigli. Le imbarcazioni per la Fabbrica del Duomo erano esenti da pedaggi e contraddistinte dalla scritta AD USUM FABRICAE, da qui forse deriva l’espressione viaggiare ad U.F.O. cioè gratis. Una legge del 1927, in seguito confermata da una legge regionale piemontese, rinnova il diritto esclusivo dell’ente della Veneranda Fabbrica del Duomo ad utilizzare i marmi di Candoglia.

 

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