Concerto omaggio a Luigi TaminiPiazzolla Portrait con Magasin du Cafè

Giovedì 6 agosto alle ore 21 presso il porticato delle Cappelle a Mergozzo, si terrà l’annuale concerto in omaggio al benefattore Luigi Tamini, con il consueto riferimento all’Argentina, dove Tamini si affermò come stimato medico e dove fece fortuna oltre un secolo fa.

L’edizione 2026 vedrà sul palco il coinvolgente gruppo MAGASIN DU CAFÈ (Mattia Floris: voce, chitarra acustica • Giulia Subba: violino • Davide Borra: fisarmonica, piano, synth • Alberto Santoru: contrabbasso, percussioni • Denny Bertone: chitarra Lap Steel ed elettrica) con PIAZZOLLA PORTRAIT.

L’evento è inserito nella rassegna di rete “La pietra racconta” sviluppata da Comune e Gruppo Archeologico di Mergozzo con il Museo Granum e il Comune di Baveno, che ha ottenuto il contributo della Fondazione Comunitaria del VCO.

Ingresso a offerta libera a sostegno delle attività culturali ecomuseali.

Per informazioni: 0323 840809; 348 7340347; museomergozzo@tiscali.it

Magasin du Cafè e Piazzolla Portrait

“Piazzolla Portrait” è uno show unico dei Magasin du Café dedicato al compositore che ha rivoluzionato il tango, elevandolo a repertorio di puro ascolto e contaminandolo con influenze musicali contemporanee. La band strumentale piemontese ha sempre avuto un enorme rispetto per Piazzolla e la sua capacità, da vero pioniere, di unire la musica popolare a quella orchestrale con passione e coraggio, il coraggio di seguire l’intuizione geniale che il tango fosse anche da ascoltare, non solo da ballare, e che si potesse elevare a repertorio accademico.

“Piazzolla Portrait” è un concerto-tributo che porta in scena l’anima più intima e allo stesso tempo più energica del compositore argentino con arrangiamenti originali e suggestivi, in uno stile unico che ha fatto apprezzare i Magasin du Café in numerosi festival e teatri europei. Un concerto che descrive la passione immensa di Piazzolla per la sua terra e che racconta di una tradizione, quella tanguera, divenuta patrimonio dell’umanità.

Un’interpretazione dei brani assolutamente originale che ne accentua la modernità profonda e il valore di classico contemporaneo, dando loro un animo rock, delicato negli arrangiamenti e graffiante nelle parti di violino e chitarra, solido nell’esecuzione alla fisarmonica e nella sezione ritmica.

La band, più nota con il repertorio di World Music, colpisce per la capacità di interpretare generi molto diversi tra loro, forte di un bagaglio tecnico di tutto rispetto. Il loro linguaggio negli anni è diventato unico e unitario, così come il loro sound.

Con l’uscita di Samsara, il loro primo lavoro discografico completamente inedito, le tematiche sono diventate più mature, frutto del mix di stili che i musicisti portano sul palco.

Il progetto ha ora un’anima più intima e concettuale, ma godibilissima ed emozionante.

I loro concerti sono meditativi e riescono spesso a portare gli spettatori in uno stato quasi ipnotico, con un sound universale, in cui si mischiano rock, jazz, fusion, in un dialogo tra i senza precedenti.

Luigi Tamini

Figlio di Baldassare detto “vescovo”, titolare di una cava sul Montorfano, e di Giuseppa Allemanini, di famiglia benestante di Bracchio, giunse nel 1830, all’età di 16 anni, in Argentina. Qui, ospite di parenti materni, iniziò a lavorare come apprendista nella “Droguería de la Estrella” a Buenos Aires, la prima farmacia argentina, fondata nel 1834, di cui era all’epoca proprietario un biochimico e farmacista italiano, Paolo Ferrari. Luigi nel frattempo studiò e nel 1838 si laureò in medicina. La sua tesi, dal titolo “Dissertazione sulla sifilide o malattie sifilitiche”, era dedicata alla malattia assai presente tra l’esercito argentino. Nello stesso anno si trasferì a Cordoba, dove, su richiesta del Tribunale medico argentino, esercitò la professione di dottore. In città, dal 1843 al 1857, ricoprì la carica di protomedico.

In Argentina Luigi si sposò con Francesca Sandri e dal matrimonio nacquero dieci figli.

Nel 1857 da Cordoba si spostò ancora più a ovest, verso il confine con il Cile, nella città di San Juan, dove operò come medico all’ospedale, come medico di polizia e, dal 1862, come chirurgo dell’Esercito provinciale. Nel 1868 a Buenos Aires gli fu assegnata la cattedra di Nosografia Medica alla Facoltà di Medicina. Il suo impegno sul campo, la sua posizione accademica e la notorietà acquisita negli anni, lo portarono nel 1873 a entrare nel Consiglio dell’Ospedale Italiano di Buenos Aires e per sedici anni, dal 1873 al 1874 e dal 1882 al 1897, a ricoprire il ruolo di direttore della Banca d’Italia e del Río de la Plata. All’Università ottenne la cattedra di Patologia Interna e dal 1865 entrò a far parte dell’Ordine dei Medici di Buenos Aires.

La sua intensa attività in Argentina non gli impedì di mantenere anche legami con la natia Mergozzo, dove tornò più volte e costruì una villa su un terreno di famiglia. Nel 1874 inoltre donò al Municipio la casa paterna, oggi sede del Civico Museo Archeologico. Nel 1881, su proposta del Comune di Mergozzo, fu nominato Cavaliere della Corona d’Italia. In segno di ringraziamento, elargì la somma di 100 lire a favore dell’asilo infantile di Mergozzo, di cui era anche azionista perpetuo, sostenne economicamente la Società Operaia di Mutuo Soccorso e fu consigliere comunale dal 1886 al 1889, prodigandosi per la realizzazione del piazzale adiacente al cimitero. A Mergozzo, nella sua villa, Luigi Tamini morì il 14 giugno 1897, all’età di 83 anni.