I LICALBE E MERGOZZO. LEGAMI, IDEALI, OPERE

Una mostra rende omaggio ai coniugi, pionieristici grafici e intellettuali impegnati nella Resistenza, Lica Covo (Milano, 1914 – 2008) e Albe Steiner (Milano, 1913 – Raffadali, 1974)

Mergozzo, Antica Latteria 12 settembre-25 ottobre

Mergozzo torna a dedicare un omaggio agli artisti che hanno stabilito un forte legame con il paese, dopo averli ricordati nel percorso sul lungolago scaturito dal progetto “Il viale degli artisti” (2023).

Sabato 12 settembre presso l’Antica Latteria alle ore 17 viene inaugurata l’esposizione I Licalbe e Mergozzo. Legami, ideali, opere.

La mostra, frutto di un lungo lavoro di ricerca coordinato da Luisa Steiner, figlia dei noti grafici, e condotto da Annarosa Braganti, G. Vittorio Moro, Elena Poletti Ecclesia e Bruno Rossi, si propone di raccontare, attraverso oltre 180 immagini di opere grafiche e fotografiche, il profondo legame di Lica Covo e Albe Steiner con Mergozzo, luogo in cui vollero entrambi essere sepolti, a testimonianza della centralità di questo paese e dell’Ossola nella loro storia personale, familiare, di impegno politico nella Resistenza e nella Repubblica dell’Ossola, di lavoro creativo, grafico e fotografico (ricordiamo tra i più noti il logo e la linea grafica coordinata per il supermercato Coop, il marchio del premio Compasso d’Oro, le grafiche per la Triennale di Milano, le campagne di propaganda per la Pace, le copertine di libri per Feltrinelli…), sviluppato in un tutt’uno inscindibile dalla vita privata.

            A Mergozzo e in Ossola vissero sia alcuni degli episodi più drammatici della loro vita, con la strage del padre di Lica e dei cugini, vittime delle persecuzioni raziali per la loro origine ebraica, e la distruzione della casa come rappresaglia dei nazifascisti, sia i giorni esaltanti della lotta di Resistenza, della Repubblica dell’Ossola, della Liberazione e della ricostruzione, nonché momenti di svago tra lago e montagne.

            A Mergozzo, in continua alternanza con Milano, operarono a livello professionale nel loro studio presso la casa al Sasso e trassero numerose ispirazioni dal paesaggio lacustre, dall’edilizia in pietra, dagli elementi naturali, da dettagli e ritratti scattati qui, che sono entrati a far parte di progetti grafici ed editoriali di rilevanza nazionale.

            A Mergozzo ricevettero amici, compagni di ideali politici, colleghi, artisti, intellettuali con cui svilupparono progetti comuni, tra i quali numerose personalità di primo piano, non solo dell’impegno legato alla Resistenza, ma anche del mondo dell’editoria (da Feltrinelli a Einaudi), della letteratura (Elio Vittorini, Italo Calvino, Gino Vermicelli, Giorgio Bocca…), dell’arte e dell’architettura (Hannes Mayer, direttore del Bauhaus, Aligi Sassu, Max Huber, Bruno Munari…), solo per citarne alcuni.

            Nella casa di Mergozzo si leggono ancora ampie tracce del continuum creativo dei Licalbe, per i quali non esisteva un confine tra tempo libero e lavoro, spazio privato e impegno pubblico.

            Seguendo l’incontenibile flusso delle loro produzioni e l’intricata rete di connessioni familiari e amicali, il percorso espositivo si dipana, come un grande collage, tra i luoghi, le persone, gli ideali, il lavoro, la tecnica grafica e fotografica, l’impegno civile, seguendo il FILO ROSSO costituito da Mergozzo.

Il periodo scelto per la mostra, dal 12 settembre al 25 ottobre, corrisponde all’incirca ai 40 giorni di libertà della Repubblica dell’Ossola (10 settembre – 20 ottobre 1944), di cui i Licalbe furono partecipi, come partigiani della divisione Valdossola e come grafici e curatori delle stampe d’informazione e propaganda.

L’esposizione allestita presso l’Antica Latteria sarà visitabile con ingresso libero nei sabati e domeniche dalle 15 alle 18.