Il granito verde

Il Montorfano ingloba anche, oltre al granito bianco, una grossa vena sempre cristallina di colore verde per l’abbondante presenza di clorite. Questa pietra, definibile propriamente come diorite, ha anch’essa una struttura granulare e, se sapientemente lavorata, assume sorprendenti effetti che la rendono particolarmente pregiata. Oggi la varietà è tanto più apprezzata in quanto l’unica cava presente, gestita da ultimo da Mario Tonet, non è più attiva.

L’impiego del granito verde, avviatosi solo nel Novecento, è diffuso in Lombardia e Piemonte ed è usato soprattutto per scopi decorativi, lo troviamo ad esempio: nella facciata dell’albergo Principi di Piemonte a Torino, nella pavimentazione del Cimitero Generale, sempre nel capoluogo piemontese, nelle scale della Stazione Centrale di Milano e, sempre a Milano, nelle zoccolature degli Uffici comunali di Via Larga.

 

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Miti, amori e trasformazioni

Venerdì 7 dicembre il Civico Museo Archeologico di Mergozzo e l’Ecomuseo del Granito invitano amici e visitatori ad un incontro d’auguri natalizialle ore 21.00 presso la rinnovata sede espositiva.

Per evidenziare alcuni dei reperti e sottolineare al contempo la ricorrenza del bimillenario della morte del poeta latino Ovidio, il Museo e il Gruppo Archeologico, con la collaborazione della presidente prof. Annarosa Braganti, insegnante di Greco e Latino presso il Liceo Cavalieri, propongono un’inconsueta modalità di visita. I reperti saranno infatti elementi d’ispirazione per la lettura di alcuni degli immaginifici racconti tratti dalle opere di Ovidio, in particolare dalle “Metamorfosi”, ma non solo.

Da oggetti come l’altare a Giove di Candoglia o le gemme incise con figure mitologiche o altri elementi figurati scaturiranno le narrazioni mitologiche di Leda e il cigno, Ganimede e l’aquila, Narciso ed Eco, Filemone e Bauci… complesse e affascinanti storie di amori e trasformazioni che la poesia di Ovidio ha reso immortali.

Nella stessa serata sarà inoltre presentato e messo a disposizione per un originale e istruttivo regalo di Natale il gioco “Lungo la via del marmo”, scaturito dalla collaborazione tra Ecomuseo del Granito, Museo GranUM di Baveno, Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano e Parco Nazionale Val Grande, nel contesto dell’omonimo progetto didattico con le classi delle scuole medie di Mergozzo, Baveno, Omegna, Orta San Giulio e Baceno. Si tratta di un gioco da tavolo, simile al Gioco dell’Oca, che nel percorso propone sfide, difficoltà e vantaggi che possono essere superati o acquisiti dimostrando una certa conoscenza delle pietre locali e della storia del loro viaggio e impiego a Milano e in altre località d’Italia e del Mondo. La produzione del gioco è stata resa possibile dal contributo della Fondazione Comunitaria del VCO nel contesto del progetto “La pietra racconta” (partner Comune di Baveno, Comune di Mergozzo e GAM).

A conclusione della serata il GAM offre un brindisi d’auguri.

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